Mar. Mag 19th, 2026

Nel dibattito sulla comunicazione contemporanea si parla molto di contenuti, piattaforme, intelligenza artificiale. Si parla meno, invece, di una scelta più radicale: diventare editori di se stessi, non semplici gestori di canali ma media company. È da qui che nasce il percorso di Studio Del Core, che nel 2021 decide di registrare la testata ViviBari e, nel 2025, di ampliare il progetto con ViviItalia.

Non si tratta di una scelta accessoria, né di un’operazione di immagine. È la conseguenza naturale di una convinzione maturata nel tempo: il giornalismo di impresa non si racconta, si pratica.


Dal dire al fare: quando la comunicazione diventa editoria

Per anni, nel settore della comunicazione, si è assistito a una separazione netta tra chi “racconta” e chi “fa”. Le aziende e le istituzioni producono progetti, servizi, iniziative. Le agenzie costruiscono contenuti per valorizzarli. In mezzo, spesso, si perde il senso.

Il giornalismo di impresa nasce proprio per colmare questa distanza. Non è pubblicità mascherata, né storytelling autoreferenziale. È un approccio che prende in prestito il metodo giornalistico — verifica, chiarezza, utilità — e lo applica al racconto delle organizzazioni.

C’è un punto decisivo: per essere credibile, questo approccio deve avere una casa editoriale, deve vivere in un luogo riconoscibile, continuativo, strutturato. È esattamente ciò che rappresenta Vivi Bari.


Giornalismo di prossimità: raccontare ciò che conta davvero

Fin dalla sua nascita, Vivi Bari si è caratterizzata come una testata di giornalismo di prossimità. Un’espressione che può sembrare tecnica ma che, in realtà, è molto concreta: raccontare ciò che accade vicino alle persone, con un linguaggio comprensibile e un’attenzione reale ai bisogni del lettore.

In un panorama mediatico dominato da notizie veloci e spesso superficiali, questa scelta ha rappresentato una presa di posizione chiara. Non inseguire il click ma costruire una relazione. Questo significa dare spazio a ciò che spesso viene considerato marginale:

  • i seminari di settore;
  • i convegni professionali;
  • gli eventi culturali;
  • i momenti di confronto tra istituzioni e territorio.

Non perché siano “eventi” ma perché sono luoghi in cui si generano idee, relazioni, opportunità e raccontarli significa offrire al lettore una chiave di lettura del contesto in cui vive e lavora. È qui che il giornalismo di impresa incontra il giornalismo di prossimità: nel tentativo di trasformare ciò che accade in contenuto utile.


Giornalismo costruttivo: vedere i problemi, cercare le soluzioni

Un altro elemento centrale della linea editoriale è l’adozione di un approccio di giornalismo costruttivo. Anche in questo caso, il rischio di fraintendimento è alto. Non si tratta di edulcorare la realtà o di ignorare le criticità, al contrario, si tratta di affrontarle con uno sguardo orientato alla comprensione e alla soluzione.

In un’epoca in cui la comunicazione tende a polarizzare, enfatizzare, semplificare, scegliere di approfondire e contestualizzare è già un atto distintivo. Il lettore non viene trattato come un destinatario passivo ma come una persona in grado di comprendere e questo cambia tutto.


L’espansione naturale: dall’area metropolitana al livello nazionale

Dopo aver consolidato questo modello sul territorio, il passo successivo è stato quasi inevitabile. Nel 2025 nasce Vivi Italia, un inserto nazionale che mantiene lo stesso spirito e le stesse finalità. Non è una duplicazione ma un’estensione coerente.

Il contesto cambia, la scala si amplia, ma il metodo resta identico: partire dai fatti, dare loro una forma narrativa, renderli comprensibili. In questo senso, l’inserto nazionale rappresenta anche la naturale evoluzione del lavoro dello studio che, negli anni, ha ampliato il proprio raggio d’azione oltre il territorio locale.

Oggi, infatti, i clienti non sono più soltanto realtà radicate in un’area specifica ma organizzazioni che operano su più livelli e che hanno bisogno di una comunicazione capace di accompagnarle anche su scala nazionale. Avere una piattaforma editoriale che lo consenta non è un dettaglio ma un vantaggio competitivo.


Il giornalismo di impresa come posizionamento

In questo percorso emerge con chiarezza un concetto: il giornalismo di impresa non è un servizio tra tanti ma un posizionamento. Significa scegliere di:

  • costruire contenuti nel tempo;
  • sviluppare una linea editoriale;
  • parlare a un pubblico definito;
  • rinunciare alla comunicazione immediata e superficiale.

In un contesto dominato dai social, dove tutto è veloce e spesso effimero, la presenza di una testata giornalistica rappresenta un elemento di stabilità. Un luogo in cui i contenuti restano, si stratificano, costruiscono valore.

Non è un caso che sempre più aziende, studi professionali e organizzazioni si stiano interrogando su questo modello. La domanda non è più “se comunicare” ma come farlo in modo credibile.


Oltre la promozione: costruire fiducia

Il punto, in fondo, è questo. La comunicazione tradizionale — fatta di messaggi promozionali, immagini patinate, slogan — ha perso gran parte della sua efficacia. Il pubblico è più consapevole, più esigente, più selettivo.

Contenuti che somigliano a televendite, anche quando ben realizzati, vengono percepiti per quello che sono: tentativi di vendita. Il giornalismo di impresa propone un’alternativa: informare prima di vendere.

Raccontare ciò che si fa, come lo si fa, con chi e per chi, senza forzature e costruzioni artificiali. Questo non elimina la dimensione commerciale ma la sposta e la rende conseguenza efficace.


Conclusione: diventare un riferimento, non un rumore

La scelta di avere una testata giornalistica, con un inserto nazionale, va letta in questa prospettiva. Non come un’estensione dell’attività ma come il suo fondamento. In un mercato saturo di contenuti, la vera differenza non la fa chi comunica di più ma chi riesce a diventare un punto di riferimento in una nicchia.

Per diventarlo serve tempo, metodo, coerenza. Serve informare, perché oggi, più che mai, il pubblico distingue tra chi ha qualcosa da dire e chi ha solo qualcosa da vendere e, nel lungo periodo, a restare sono sempre i primi.

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2 thoughts on “Giornalismo di impresa: perché in Studio Del Core abbiamo creato ViviBari e ViviItalia”
  1. Sono profondamente impressionato dall’esposizione Chiara, semplice e forbita fornita a un pubblico eterogeneo, che darà sicuramente un grande riscontro!
    Complimenti
    Giovanni Del Core

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